di Felice Gualtieri, Maria Luisa Priori e Armando Mangone
(PAV. via Giordano Bruno 31. Torino - primavera 2011)
L'ide-azione di Corpo Vegetale prende le mosse da una riflessione sulla “struttura che connette ” di Gregory Bateson. L'autore di “Verso un’ecologia della mente” ha intuito come i processi di pensiero e di evoluzione seguono entrambi le stesse regole. Il modo in cui la vita sulla terra ha assorbito le informazioni dal passato ancestrale per svilupparsi nel tempo e raggiungere lo stato attuale corrisponde ad un gigantesco processo cibernetico. Questa informazione che fluisce in tutti i sistemi biologici con modalità estremamente simili è quello che viene definita "la struttura che connette".
Corpo Vegetale è quindi una struttura (vivente) che vuole riportare le persone a ri-connettersi al mondo della vita, favorendo il contatto con questa alterità massima che è la vita non umana. Sebbene ogni uomo viva sempre dentro un sistema di relazioni ecologiche e di grandi cicli fisici e biologici, mediante cui respira, beve e mangia, ha perso la concretezza del proprio corpo. Compito dell'opera, è suggerire come il nostro corpo, in verità non abbia il proprio confine nell'epidermide. Non è quell'ultimo sottile strato di cellule trasparenti, chiamato pelle, a dividerci da tutto il resto. L'aria, l'acqua le cose che mangiamo, tocchiamo vediamo sono fonti d'informazione che transitano nel nostro corpo-mente, e che anzi costituiscono il nostro corpo.

Corpo Vegetale si candida come opera d'arte ambientale in cui i “confini osmotici interni ed esterni” si svelano. Le canne di bambù, che si aprono e si chiudono: da una parte più ariose, dall’altra più fitte. Le linee rette avvolte dall'edera vogliono simbolizzare le connessioni dell'uomo con il mondo naturale, e soprattutto vuole svelare l'esiguità del dentro-fuori, dell'umano e del naturale. La struttura di bambù, gli alberi e gli arbusti di C.V. con i loro fiori, frutti e fronde, saranno un richiamo cromatico e olfattivo per uccelli, rettili, mammiferi e invertebrati. Tra i rami e le foglie di questo piccolo intrico di “essenze” boschive, potranno trovare riparo e nutrimento un cosmo di esseri palpitanti, che spesso ci circondano, ma di cui quasi mai ci avvediamo. Le piante scelte, tutte rustiche, boschive ed autoctone, si prestano come base per laboratori di educazione ambientale o come osservatorio birdwatching. L'”immersione” in una struttura come C.V., che asseconda quella rivitalizzazione del corpo emozionale delle persone, è il primo passo per la comprensione del valore e della ricchezza del mondo vivente.
http://www.parcoartevivente.it/pav/index.php?id=288
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